Distanza cronologica

Prima parte.

           

 

                                                                                                                             a cura di Antonio Cretella

 


Nei diversi livelli di ritardo cronologico che sono presenti sul  tabellone analitico, sono riportate le varie formazioni sincrone, le quali possono essere composte da: cinquine, quartine, terzine, e coppie. In aggiunta a queste formazioni, definite sincrone, possiamo anche rilevare la presenza di una quantità variabile di numeri singoli. Una formazione sincrona è quell’insieme di numeri di quantità variabile ( minimo 2 -  max 5 ) aventi in comune il medesimo  ritardo cronologico, in ragione del fatto che i numeri di cui sono composte, sono stati estratti alla stessa data e sulla stessa ruota. Numeri estratti alla stessa data ma su ruote diverse, sono definiti: isocroni.

Anche ad occhio e senza svolgere alcun controllo di sorta, possiamo notare che la distribuzione numerica, cioè: la quantità di numeri sincroni presenti nelle diverse formazioni possibili, segue un ordine di presenza decrescente verso l’alto. Abbiamo formazioni sincrone di  maggiore consistenza numerica partendo dal livello di ritardo 0, al quale corrisponde l’ultima cinquina sincrona estratta in ordine cronologico,  quindi la costante presenza di 5 numeri. Da ritardo 0 in poi, invece, comincia un lento ma graduale decremento delle quantità numeriche presenti nelle varie formazioni sincrone, la cui consistenza numerica comincia a diminuire proprio in corrispondenza dell’aumentare del valore di ritardo cronologico. In pratica, è normale trovare una cinquina sincrona a ritardo 3 ma è difficilissimo trovare un numero singolo al medesimo ritardo. Viceversa, è difficilissimo trovare una cinquina sincrona a ritardo 45 (il massimo storico di una cinquina sincrona per estratto è   49 estrazioni) ma è perfettamente normale trovarci un numero singolo.

Seguendo il modello in base al quale sono organizzati e conseguentemente rappresentati i dati riportati sul tabellone analitico, partendo da ritardo 0 corrispondente alll’ultima cinquina estratta in ordine cronologico, seguirà, sulla scala graduata del ritardo,  il valore di ritardo cronologico 1, seguirà poi  2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13,.....etc., fino ad incontrare l'ultimo valore di ritardo cronologico presente sul tabellone analitico della ruota in esame. L’ultimo livello di ritardo presente sul tabellone analitico, corrisponde (ovviamente) al livello  occupato dal  numero più ritardato della ruota, al momento della nostra analisi.

Come possiamo notare, le varie formazioni sincrone presenti sul tabellone analitico sono associate al loro rispettivo valore di ritardo cronologico, il quale contraddistingue ed identifica ogni specifica formazione in esso riportata, rispetto alle restanti.

La scala graduata dei ritardi che come dicevamo  parte dal livello di ritardo cronologico 0  e  prosegue aumentando di +1 ad ogni successivo livello (ritardo 0.1.2.3...etc..),  fino a rit. max n (la posizione di ritardo occupata dal numero ritardatario della ruota in esame), rimane fissa; variano invece i numeri singoli o le formazioni sincrone che di estrazione in estrazione vi transitano. Le formazioni sincrone, quindi, come conseguenza del loro passaggio da un livello inferiore(n) ad un livello superiore (n+1), assumono per l’intervallo di tempo di 1 sola estrazione il relativo valore di ritardo cronologico espresso in corrispondenza della posizione che momentaneamente occupano sulla scala graduata dei ritardi.

Se provassimo ad ordinare la scala graduata in base ad uno specifico intervallo cronologico, invece di considerarla sequenzialmente così come siamo soliti rappresentarla ed intenderla, otterremmo una sorta di formazione/i a distanza cronologica fissa, con la possibilità di impostare il valore di intervallo, o distanza cronologica, a nostro piacimento. Inoltre,  se applicassimo sistematicamente questo modello di intervallo o distanza  cronologica alla scala graduata dei ritardi, partendo, ad esempio, proprio dal punto più basso della medesima, cioè da  ritardo 0, avremmo creato  una formazione  costante  che, per certi aspetti, sarebbe in tutto e per tutto simile a quella usata per i numeri (nello specifico, mi riferisco alle note Distanze o anche alle Cadenze), con la sola differenza che,  la scala, verrebbe riferita a valori di ritardo cronologico e NON, come solitamente avviene, a numeri.

Vediamo qualche esempio:

Per prima cosa, stabiliamo  i parametri per l’analisi:

distanza cronologica: 10

Livelli di ritardo cronologico  da cui originare la distanza 10: rit. 0.1.2.3.4.5.6.7.8.9.10.11. etc..

Elenco delle formazioni generabili con i suesposti parametri:

Origine rit.0 =   0.10.20.30.40.50.....  (*)

Origine rit.1 =   1.11.21.31.41.51....   (*)

Origine rit.2 =   2.12.22.32.42.52.....  (*)

Origine rit 3 =   3.13.23.33.43.53.....  (*)

Origine rit 4 =   4.14.24.34.44.54..... .(*)

E così via...........!

(*) si prosegue fintantoché, sul tabellone analitico, si incontrano numeri presenti negli specifici livelli coinvolti nel passo di  distanza cronologica impostato.

 

Secondo esempio:

Stabiliamo una distanza cronologica: 05

Livelli di ritardo cronologico  da cui originare la distanza 05: rit. 0.1.2.3.4.5.6.7.8.9.10.11.23....etc

Elenco delle formazioni generabili con i suesposti parametri:

0.5.10.15.20.25.30.35.40.45.50....   (*)

1.6.11.16.21.26.31.36.41.46.51....   (*)

.......e così via....

.......e così via....

(*) si prosegue fintanto che sul tabellone analitico, si incontrano numeri presenti negli specifici livelli coinvolti nel passo di  distanza cronologica impostato.

 

***IMPORTANTE.***

Dato che ad ogni nuova estrazione i numeri cambiano di posizione,  i dati devono assolutamente essere aggiornati di volta in volta.

 

L’esempio spero sia servito a chiarire i principali parametri usati per impostare la ricerca. Sintetizziamoli come segue:

a)      La distanza cronologica può essere definita a propria scelta: da distanza 1 a distanza  n

b)      deve essere stabilito il punto di inizio (il livello di ritardo) da cui deve avere  origine l’applicazione del passo di distanza cronologica scelta.Questo punto di origine, può essere liberamente scelto tra tutti quelli presenti sul tabellone analitico, e cioè:  da rit. 0 a rit. n .

Tuttavia, ma forse è anche inutile specificarlo, non ha alcun senzo impostare una distanza cronologica tipo 7 se come punto di origine della medesima scegliamo il ritardo 60! I dati che ne trarremmo sarebbero del tutto inutili ai fini pratici oltreché insignificanti da un punto di vista statistico!

La ricerca e la conseguente metodologìa che ho poc’anzi delineato, si pone l’obbiettivo  di stabilire i dati statistici relativi ad ogni possibile distanza cronologica, dalla 1 alla n e  da qualsiasi livello di ritardo cronologico la si origini: da ritardo 0 in poi.

Verranno evidenziati i dati relativi a qualsiasi sorte: dall’estratto semplice alla cinquina, con i relativi dati statistici ad ognuno di essi attinenti, quali:  frequenze, ritardi storici, ritardi attuali e quant’altro di interesse ed utilità ai fini di una corretta valutazione e, soprattutto, proficua utilizzazione dei dati che verranno di volta in volta presentati.

 


 ( Continua...)

 

 

Antonio Cretella

 

E-mail:. parente.antonio@tiscalinet.it